Extra Track info aggiuntive traccia
Difficoltà Tecnica
?
Difficoltà Fisica
Pendenza max:
Dislivello
Lunghezza
Coef. Totale
73%

Preparazione fisica: 94.9%

Area: VAL SAISERA| Prov: UD|anello|Difficile|Tabacco 019- 027
Tratti Esposti: SITratto attrezzato: SI
Lunghezza18 Km
TempoTemp. Calcolato: 8:25 h
VelocitàVel. Calcolata: 2.2 Km/h
Dislivello1200 m
Salita1645 m
Discesa1645 m
Alt. massima2067 m
Alt. minima867 m

Info Author box

Sicuramente la miglior via per questa splendida montagna evitando così il noiosissimo sentiero del pellegrino.

Partiti dalla Val Saisera dai prati Oitzinger per il 615 dentro un bosco parecchio afoso, in un oretta scarsa siamo a sella Prasnig, ora seguiamo momentaneamente il CAI 617, per una decina di minuti, fino al bivio dove lasciamo il 617 (che sarà la nostra via di ritorno) per prendere il 613 che ci porterà alla cima (tutto sempre ben segnalato).

L’afa non c’è più, si cammina costantemente all'ombra salendo a piccoli tornanti, lungo la salita un bellissimo camoscio ci attende in un ripido canalone (solo per qualche istante prima di dileguarsi con una velocità impressionante). Quando usciamo dalla ripida pala lo spettacolo che si presenta davanti è sublime.

. . . il versante sud-est di cima Cacciatore è bellissimo, alle nostre spalle fa da cornice il Grande Nabois e il gruppo del Fuart. . . . nonostante la bella giornata siamo ancora all'ombra con un venticello fresco che ci accompagna per questi ultimi metri.

Prima un bel traverso fin sotto la cima poi si sale qualche tratto roccioso (per chi vuole c’è qualche tratto di cavo d’aiuto) aiutandosi con le mani fino all'arrivo alla croce di vetta (in completa solitudine). Bellissimo panorama con il Lussari li sotto e con la maestoso gruppo del Fuart alle spalle.

. . dopo le foto di rito scendiamo alla forcella e saliamo alla cima accanto dove troviamo un omino di vetta. Qui il panorama apre sulla zona del Mangart ma una fitta foschia rovina un po' il bel vedere. Notiamo che la traccia continua per tutta la cresta e un pensierino lo facciamo però visto che abbiamo lasciato i bastoncini alla forcella decidiamo per tornare giù e scendere dalla normale lungo il canale attrezzato (e messo maluccio direi) e scivoloso.

Lungo il sentiero che porta al Lussari troviamo il mondo che sta salendo. . . arrivati al bivio scendiamo qualche centinaio di metri dalla nuova strada cementata e poi a sx prendiamo il 617 verso sella Prasnig. . . il sentiero parte veramente dolce, molto godibile.

. . poi ti da uno strattone improvviso, durissimo e faticoso fino ad una selletta, adesso giù in picchiata dall'altra parte e poi è tutto un traverso con lievi saliscendi molto bello da percorrere. Finalmente arriviamo a sella Prasnig per concludere il giro (per i meno allenati è consigliabile ora scendere alla macchina dalla via di salita ovvero il 615) ma un po' l’ora (non era nemmeno mezzogiorno) e un po' il cartello del 617 con scritto ” Rif. Pellarini 1: 20 ” ci inducono a percorrerlo per gustarci una birrozza fresca in quota.

Anche qui sentiero godibile, senza dislivelli eccessivi, sempre all ombra tranne l’ultimo tratto, dal bivio tocca salire al rifugio, solo una ventina di minuti, ma sotto la tromba del sole 🌞 che c’è la fa sudare abbastanza.

Finalmente in rifugio la bionda schiumosa viene goduta alla grande (va giù come l’acqua tanto che facciamo il bis) prima di ripartire e scendere alla macchina. Ovviamente prima di tornare a casa è doveroso mettersi completamente in ammollo (nel vero senso della parola) nel torrente Saisera per una bella rinfrescata.

Bel girettone di 19 km con 1400 di dislivello.

Se avete aggiornamenti o altre informazioni scrivete nei commenti in fondo alla pagina

Fotografie e Itinerario di Michele Puntel

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