Extra Track info aggiuntive traccia
Difficoltà Tecnica
?
Difficoltà Fisica
Pendenza max:
Dislivello
Lunghezza
Coef. Totale
75%

Preparazione fisica: 73.44%

Area: Gruppo dello Jof Fuart| Prov: UD|anello|Difficile|Tabacco 019- 027
Ferrata: SITratti Esposti: SITratto attrezzato: SI
Lunghezza11 Km
TempoTemp. Calcolato: 6:05 h
VelocitàVel. Calcolata: 1.8 Km/h
Dislivello1248 m
Salita1330 m
Discesa1330 m
Alt. massima2232 m
Alt. minima984 m

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Anello sentiero attrezzato del Centenario

Il sentiero del Centenario è un percorso attrezzato di straordinaria bellezza tra le cime piccole di Rio Bianco

Per raggiungere il punto di partenza siamo andati a Tarvisio e poi abbiamo seguito le indicazioni per Cave del Predil e Sella Nevea. Poco dopo superato il lago, nei pressi di una doppia curva, vicino al ponte sul torrente Rio Bianco, ci sono alcuni spiazzi free per il parcheggio (990 metri – coordinate GPS 46.

409690, 13. 535738), altri spazi a pagamento 200 metri circa più avanti. Di fronte al parcheggio vediamo il sentiero CAI 625 che useremo per il rientro, adesso ci incamminiamo lungo la strada per circa 200 metri verso Sella Nevea, superiamo il ponte sul canale della Trincea e subito dopo, alla nostra destra, incontriamo il sentiero CAI 650 che seguiamo.

Si inizia subito a salire tranquillamente in mezzo ad una faggeta, a quota 1420 metri circa troviamo la deviazione a destra per il sentiero Re di Sassonia, ma qui proseguiamo dritti. Si esce dal bosco e si sale lungo il sentiero 629 che a quota 1700 metri circa si innesta nel 628A, questo è un percorso a tratti esposto con qualche breve discesa ripida e risalita attrezzata quando si attraversa un corso d’acqua.

Si arriva così al rifugio Corsi, da anni ormai chiuso, breve sosta e si riparte seguendo ora il sentiero CAI 625 che sale dolcemente per un tratto per poi arrampicarsi sul ghiaione sotto alla cima del Vallone fino a raggiungere la forcella omonima a quota 2180 metri. Ora, invece di scendere al bivacco Gorizia, indossiamo imbrago, casco con pila frontale e guanti dato che, alla nostra destra, inizia la via attrezzata del sentiero del Centenario.

Si sale su una roccia e subito troviamo il primo cavo, ci agganciamo e traversiamo su tratto esposto pochi metri fino all’imbocco della galleria che buca la montagna da parte a parte in leggera salita. Questo è un percorso in quota utilizzato durante la grande guerra, usciti dalla parte opposta si inizia a traversare passando in mezzo a torri, guglie e pareti rocciose in uno spettacolo a dir poco grandioso.

Non sempre il percorso è attrezzato e ci sono tratti ripidi e/o esposti da fare senza assicurazione, bisogna usare la massima cautela, il punto più ostico è una discesa verticale su gradini di acciaio. Questa porta su una forcella fatta da massi incastrati tra due pareti rocciose quasi verticali, ci si passa sopra e si risale la parete opposta, passaggio veramente spettacolare.

Ancora qualche passaggio attrezzato e si arriva sopra una zona prativa, questa porta tramite un passaggio su roccette sulla forcella alta di Rio Bianco a 2140 metri. Inizia ora una ripidissima discesa verso il bivacco Gorizia, bisogna fare molta attenzione a dove si appoggiano i piedi.

Pietrisco, sassi e rocce rendono il percorso scivoloso, si scende cercando i passaggi migliori, ci sono solo dei bollini segnavia ma non un sentiero vero e proprio, evidentemente gli elementi modificano di continuo il tracciato. In vista del bivacco la discesa si appiana e diventa più facile, traversiamo un ultimo tratto pianeggiante e finalmente anche il bivacco Gorizia è raggiunto a quota 1970 metri, breve sosta per mettere qualcosa sotto i denti e si riparte.

Si riprende ora il sentiero 625 che scende dalla forcella del Vallone e si riprende a scendere velocemente, a destra e a sinistra ci fanno compagnia alcune famigliole di camosci che ci guardano con curiosità. Raggiungiamo così il bivacco capanna Brunner, a quota 1425 circa, dove ci concediamo una breve sosta, ormai il peggio è fatto, ora si rientra nella faggeta e si scende più tranquillamente.

In breve il sentiero inizia a costeggiare il torrente Rio Bianco, tratto questo molto bello per lo spettacolo che ci offre l’acqua del torrente stesso con le sue cascatelle, le marmitte, le forre e tutto il resto. Raggiungiamo accompagnati da questo spettacolo della natura la strada proprio di fronte al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto terminando così questo percorso abbastanza lungo e faticoso ma, specialmente nel tratto attrezzato, di una bellezza indescrivibile.

Questo anello presenta una varietà di ambienti molto alta, a parte i tratti all’inizio e alla fine che sono semplici, ci sono varie difficoltà, esposizione, tratti erosi, ripidezza e rischi di scivolare richiedono sempre la dovuta attenzione. Per quanto riguarda il sentiero del Centenario, fatto dal CAI di Gorizia per ricordare i suoi 100 anni di attività, con numerazione CAI 625F, essendo considerato difficile, nella scala delle ferrate con lettera D, deve essere affrontato con l’attrezzatura da ferrata, pila frontale e con la consapevolezza della sua difficoltà.

 Per contro è talmente bello e spettacolare che vale la pena di essere percorso, non lo si può spiegare, per capirlo bisogna solamente andarci di persona. Sentieri CAI 650, 629, 628A, 625 e 625F, carta Tabacco 027.

Se avete aggiornamenti o altre informazioni scrivete nei commenti in fondo alla pagina

Fotografie e Itinerario di Silvano Bertolini

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