Difficoltà Tecnica
?  
  Difficoltà Fisica
Pendenza max:
 
  Dislivello
Lunghezza
 
  Coef. Totale
23%
 
 

Preparazione fisica: 27.4 %

 
Area: Pordenone Prov: PN  anello  Facile
 
 Lunghezza: 10.8 Km  Temp. Calcolato: 3:10 h
 Dislivello: 25 m  Vel. Calcolata: 3.4 Km/h
 Salita: 75 m  Alt. massima: 38 m
 Discesa: 75 m  Alt. minima: 13 m

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Il “Sentiero CAI in città” nasce come sentiero urbano in occasione della commemorazione dei 100 anni del CAI di Pordenone, una realtà fondata il 9 gennaio 1925 da un centinaio di soci diretti dal primo presidente, Rino Polon.

Questo sentiero passa per alcuni dei numerosi parchi della città di Pordenone, segue a volte il corso del Noncello da cui prende il suo nome la città (Portus Naonis) e si snoda per le vie del suo centro storico. Coniuga quindi elementi naturalistici con passaggi per i luoghi caratteristici della storia di Pordenone.

L'itinerario del CAI si può allungare a piacimento con brevi digressioni, come ad esempio al Parco del Castello di Torre e ai resti della Villa Romana nei pressi. Il sentiero è segnalato con segnavia che ricalcano l’iconica segnaletica bianco-rossa utilizzata dal Club Alpino Italiano per i sentieri di montagna, nel tentativo di avvicinare, anche visivamente, la montagna alla pianura.

Un vero e proprio sentiero “parlante”, di carattere divulgativo e didattico. In un’ottica di inclusività è prevista la futura realizzazione di pannelli informativi che saranno proposti anche in lingua inglese e in linguaggio Braille. Si può partire da qualsiasi punto, essendo un anello, davanti alla stazione dei treni è presente l'unica freccia con l'indicazione della tempistica (ad es.1h 10' è il tempo proposto tra la stazione e l'ingresso al Parco del Seminario).

Partiamo dal parcheggio della Chiesa dei Santi Ilario e Taziano - Torre a cui si accede da Via Vittorio Veneto, parcheggiato l'auto torniamo in  Via Vittorio Veneto e svoltiamo a destra, quindi dall'ingresso di via Terme Romane al Parco del Seminario, dove subito si comincia a seguire il corso del Noncello, arrivando a una sua ampia e panoramica ansa popolata da una numerosa fauna acquatica.

Si passa un ponte in ferro e quindi si prosegue a destra, (proseguendo a sinistra c'è una prima divagazione, si arriva prima di un ponte in pietra, dove si gira a destra per un sentiero che lambisce il Noncello e termina nei pressi dell'ingresso del seminario. È presente lungo il sentiero un passaggio da equilibristi, dovendo passare sotto il ponte della statale camminando per uno stretto muretto di mattoni in cemento con l'acqua del fiume su entrambi i lati.

 In alternativa si può risalire la breve ripa e attraversare, con la massima prudenza, la statale e ridiscendere sull'altro lato. Altrimenti si può piegare a destra e ricongiungersi al percorso segnato. Dalla fine del sentierino, si scendono quattro scalini e si continua a destra, passando vicino alle due aree di sgambamento cani (uno per cani di piccola/media taglia e uno per cani di grossa taglia).

Continuando brevemente si rientra nel percorso segnalato girando a sinistra. Si prosegue uscendo dal Parco e continuando dritto avvicinandosi al centro fino alla Rivierasca, via che corre di fianco al Noncello ora più ampio fino al Ponte di Adamo ed Eva. Qui si attraversa a destra e si entra in centro storico, passando accanto al Municipio e all'imponente Campanile di S.Marco e l'adiacente Duomo Concattedrale.

Entrati in Corso Vittorio Emanuele, si piega subito a sinistra per un portico che conduce verso la stazione, si attraversa la Roggia Codafora, dove è presente un caratteristico lavatoio. Si procede dirigendosi verso la stazione, e prima di essa entrando nel Parco Querini. Qui, uscendo vicino alla Casina Liberty, si arriva alla freccia con le indicazioni dei tempi di percorrenza.

In realtà il percorso continua piegando a destra prima della Casina Liberty, seguendo il vialetto che porta ad attraversare il Centro Direzionale, altrimenti detto 'Bronx'. Lo si attraversa, passando vicino alle grandi lettere gialle sparse sul piazzale interno, quindi nello stretto e caratteristico Vicolo delle Mura che riporta al Corso Vittorio Emanuele.

Lo si risale a sinistra e si piega quindi a destra per Vicolo S.Rocco e seguendo a sinistra si arriva alla sede del CAI in Piazza del Cristo. Si piega a sinistra per Via S.Rocco e si rientra nel Corso, lo si risale giungendo a Piazzetta Cavour, si continua per Corso Garibaldi e si piega poi a destra per Via S.Giorgio arrivando all'omonima chiesa e al Campanile con la statua di S.Giorgio.

Si prosegue tenendo la chiesa a sinistra per una stretta stradina in salita al termine della quale si prosegue a destra fino a Piazza XX Settembre, si piega a sinistra passando accanto al Teatro Verdi e si continua per Via Martelli fino al Parco Galvani, col suo caratteristico laghetto presso il roseto del 'Museo Itinerario della Rosa Antica - MIRA', dove sono presenti numerosissime varietà di rose appartenenti a circa 40 specie diverse e si possono osservare centinaia di piante di graminacee ornamentali appartenenti a 19 tra varietà e specie.

Usciti dal parco si continua per Via del Maglio passando accanto al Laghetto Tomadini e quindi alla moderna Chiesa del Beato Odorico da Pordenone, con l'originale parte superiore caratterizzata dall'emergere di un tronco di cono, che segnala anche all'esterno il luogo dell'altare e dell'assemblea. Si attraversa Viale della Libertà e si risale il Canale S.Valentino fino al piccolo Parco S.Carlo, gioiellino nascosto a due passi dal centro.

Lo si percorre, passando accanto al laghetto, fino all'uscita di Via S.Valentino. Si attraversa la strada e si entra subito nel più grande Parco di S.Valentino realizzato unendo un'area di competenza della cartiera Galvani acquisita dal comune di Pordenone negli anni Ottanta e un'altra caratterizzata dal parco privato di Villa Poletti-Marchi, quasi completamente distrutta da un incendio e divenuta proprietà comunale a partire dalla fine degli anni Novanta.

Attrezzato con pannelli informativi, numerosi giochi per bambini, un percorso pedonale interno dove fare jogging, un'area fitness all'aperto e un ristorante-bar che dà proprio sul laghetto, ospita la restaurata ex-ghiacciaia della villa. Si esce dal parco dall'uscita opposta e si prosegue a destra per la stradina pedonale che passa accanto al Liceo scientifico 'M.Grigoletti', si continua per il nuovo ponte ciclopedonale che passa sopra la statale 13.

Dalla sua sommità una bella veduta del Monte Cavallo e dei primi rilievi circostanti. Disceso il ponte si prosegue entrando nel quartiere di Torre. Si seguono i segnali per Via Stradelle fino a incrociare Via Nazario Sauro, costeggiando il cimitero di Torre, si attraversa Via Piave e si prosegue per Via Carnaro, Via Vittorio Veneto e si arriva di nuovo a un piccolo ponte sul Noncello.

Girando a destra prima del ponte si arriva nuovamente in Via Terme Romane dove ha avuto inizio il giro. Prima del ponte, si può visitare a sinistra il Parco del Castello di Torre, dove oltre al palazzo dell'archeologo autodidatta Conte di Ragogna, si trova una caratteristica zona di risorgive delle acque del fiume.

Subito attraversato il ponte a destra si può visitare il piccolo parco in cui sono presenti i resti della villa romana di Torre e addentrandosi un po' un caratteristico canneto che ha ormai invaso la zona d'ingresso dello storico Cotonificio di Torre, di proprietà privata e il cui interno è ormai spoglio e piuttosto malridotto.

La società del Cotonificio di Torre, guidata dai fratelli triestini Beloz e dal consocio Blanch, ottenne nel 1846 la medaglia d'oro dell'Istituto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia per essere stata la prima ad introdurre la filatura meccanica del cotone nel territorio delle allora province venete.
L'itinerario è lungo circa 11km con 50m di dislivello positivo.


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Fotografie e Itinerario di Mauro


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