Extra Track info aggiuntive traccia
Difficoltà Tecnica
?
Difficoltà Fisica
Pendenza max:
Dislivello
Lunghezza
Coef. Totale
70%

Preparazione fisica: 66.42%

Area: Val Dogna| Prov: UD|anello|Difficile|Tabacco 018- 019- 027
Ferrata: SITratti Esposti: SITratto attrezzato: SI
Lunghezza10.1 Km
TempoTemp. Calcolato: 5 h
VelocitàVel. Calcolata: 2 Km/h
Dislivello935 m
Salita1164 m
Discesa1164 m
Alt. massima2044 m
Alt. minima1109 m

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Due Pizzi (Vildiver e cima Alta) e Gosadon
Percorso in parte ad anello partendo da Pian dei Spadovai, si sale sul Vildiver, sulla cima alta dei Due Pizzi e sul Gosadon


Per raggiungere il pian dei Spadovai si raggiunge Dogna e si seguono le indicazioni per la Val Dogna. Si percorre lungamente questa rotabile, dopo aver superato un paio di tornanti si raggiunge la nostra meta, dove troviamo un comodo parcheggio (metri 1109 – coordinate GPS 46.461201, 13.423619). La nostra escursione di oggi parte proprio di fronte al parcheggio, lungo una strada sterrata che passa in mezzo al pascolo di malga pian dei Spadovai, cartello con indicazioni bivacco Bernardinis.

Si segue la strada che inizia a salire fino la bivio di quota 1158 metri dove troviamo il sentiero CAI 605 che seguiamo a destra. Questo sale su buon sentiero, sempre più velocemente, tra abeti, faggi e mughi prima e detriti e rocce dopo, fino a raggiungere la forchia del Cjanalot a quota 1830 metri. Qui andiamo a sinistra, verso il bivacco Bernardinis, che raggiungiamo in breve dopo una tranquilla salita a quota 1970 metri.

Dietro al bivacco la nostra prima cima, il Vildiver, quindi si sale ancora su sentiero a tratti ripido e coperto da pietrisco e ghiaino. Al bivio che troviamo, alla nostra destra, andiamo su dritti ed in breve siamo in cima a quota 2008 metri. Breve sosta per ammirare un panorama stupendo e poi scendiamo fino al bivio precedente che seguiamo ora a sinistra, in breve questo ci porta in una zona piena di resti della grande guerra.

Qui troviamo anche una galleria che dobbiamo percorrere dato che il nostro sentiero continua dalla parte opposta ad essa. Indossiamo le pile frontali ed entriamo, troviamo i primi ghiaccioli che scendono dall’alto. Usciamo dalla parte opposta ed iniziamo una bellissima traversata in cengia con cavo di sicurezza dove è consigliato l’uso del kit da ferrata.

Non è difficile ma ci sono tratti di cengia stretti e altri brevi dove la cengia non c’è proprio, il tutto molto esposto, si passa anche attraverso un foro nella roccia. Arrivati a quota 1925 metri troviamo un bivio, qui ora andiamo a destra per salire sulla cima Alta dei due Pizzi. Si sale su erba e mughi con tratti ripidi ma mai eccessivi ed in breve raggiungiamo anche questa cima a quota 2046 metri, inutile dire panorama grandioso.

Scendiamo ora fino al bivio precedente e andiamo a destra puntando al Gosadon, si scende ancora fino alla forcella che separa le due cime, qui troviamo un cartello che ci avvisa che il sentiero che sale alla cima per poi scendere al pian dei Spadovai e solo per escursionisti esperti. Ci andiamo ed iniziamo a salire su tratti ripidi che meritano attenzione, la cima si raggiunge con una breve deviazione dalla traccia a quota 1968 metri.

Ritornati sulla traccia andiamo a destra con la speranza che sia almeno visibile, il primo tratto ci rassicura ma poi ci rendiamo conto che bisogna fare molta attenzione, sia alla traccia che ai passaggi esposti e stretti. In un tratto c’è anche un cavo di sicurezza vecchio e molto sottile, non sappiamo se fidarci e usarlo o no. Si scende ancora ed in breve siamo sopra dei ruderi, qui il tratto più difficile, si deve scendere di qualche metro, su placca liscia e verticale, unico ausilio il solito cavetto e uno spezzone di cavo arrugginito, qui non abbiamo scelta dobbiamo fidarci, alla fine tutto OK.

Qui bisogna fare molta attenzione al proseguo della traccia, aiutati dal GPS ritroviamo il sentiero che d’ora in poi diventa sempre più visibile e quindi più facile. Si scende ancora tramite tornantini, si aggirano alcuni spuntoni di roccia e finalmente usciamo dai mughi traversando un ghiaione di pietrisco. Rientriamo nel bosco ed in breve chiudiamo l’anello ritornando sul sentiero di salita a quota 1575 metri.

Non ci resta che ripercorrere a ritroso quest’ultimo tratto per ritornare al punto di partenza e quindi al parcheggio. Sentiero molto particolare in un posto selvaggio e ricco di storia sulla grande guerra, alcuni tratti meritano attenzione, sopratutto la salita e la discesa dal Gosadon su traccia, tutte tre le cime offrono panorami grandiosi, solo per escursionisti esperti e per chi non soffre di vertigini. Sentieri CAI 605 e 649 e tracce locali – carta Tabacco 027.

Se avete aggiornamenti o altre informazioni scrivete nei commenti in fondo alla pagina

Fotografie e Itinerario di Silvano Bertolini

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Due Pizzi e Gosadon
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Due Pizzi e Gosadon
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Due Pizzi e Gosadon
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Indicazioni Stradali

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