Extra Track info aggiuntive traccia
Difficoltà Tecnica
?
Difficoltà Fisica
Pendenza max:
Dislivello
Lunghezza
Coef. Totale
64%

Preparazione fisica: 82.79%

Area: tolmezzo| Prov: UD|anello|Molto Difficile|Tabacco 013
Tratti Esposti: SI
Lunghezza11.3 Km
TempoTemp. Calcolato: 7:55 h
VelocitàVel. Calcolata: 1.4 Km/h
Dislivello1604 m
Salita1728 m
Discesa1728 m
Alt. massima1903 m
Alt. minima299 m

Info Author box

Il sentiero alpinistico M. Dalla Marta è un sentiero impegnativo che sale sul monte Amariana da sud-ovest, presenta tratti di arrampicata semplice, traversi esposti, camminate in cresta e pendii erbosi molto verticali e scivolosi.

Il dislivello si aggira sui 1600 mt sia si parta da Pissebus che dalla falesia di Betania. Noi abbiamo deciso per la partenza da Pissebus in quanto poi il rientro avviene a pochi metri dal punto di partenza. Si sale praticamente a ridosso del rio Confine, su una traccia bollinata con bolli rossi, salita già da subito molto impegnativa e selvaggia che non da un attimo di tregua, sono circa 2 km e 600 di dislivello passando sotto le pendici orientali dell’Amarianute che portano fino alla forcella della Citate.

. . noi abbiamo avuto la fortuna di essere accolti da una decina di camosci che al nostro arrivo si sono gettati in picchiata lungo la parete nord dell’Amarianute e si sono dissolti nel nulla in pochi secondi. Giunti in forcella ci troviamo ad un crocevia dove a sinistra c’è la traccia che porta in Amarianute (sentiero dicono pericoloso ed estremamente esposto), di fronte c’è la discesa verso la palestra di roccia di Betania ed a destra la traccia sale alcune decine di metri fino alla tabella di inizio sentiero Dalla Marta.

Si parte subito traversando a destra su una cengetta un po' esposta, il sentiero è ben bollinato e la traccia è ben visibile, è tutto un susseguirsi di salite su pale erbose e traversi, l’erba secca (leschje) lo rende abbastanza scivoloso quindi è sempre opportuno fare parecchia attenzione.

Man mano che si sale diventa tutto più bello, si comincia a camminare su qualche comoda cresta, cominciano tratti dove tocca mettere le mani a terra, l’arrampicata è sempre abbastanza semplice, si arriva in prossimità del punto più critico, un traverso a destra molto esposto ma molto breve con una corda di sicurezza (la corda essendo un po lasca tende a spingerti giù quindi è da valutare bene se usarla o meno).

Dopo un oretta e 500 mt di dislivello dall’inizio del Dalla Marta arriviamo sul Pic dal Dindi a 1418mt, punto panoramico notevole, sulla mappa sembra di essere agli sgoccioli ma non sarà così. . . percorriamo un ultimo tratto in cresta passando per un piccolo cimitero degli alberi (una ventina di larici secchi raggruppati dove ci si passa in mezzo), un piccolo traverso e ci immettiamo in un ultima pala erbosa interminabile, più si sale e più sembra lunga, i paletti col bollo rosso sembrano infiniti, sembra sempre sia l’ultimo ma poi ne sbuca sempre un altro ed un altro ancora.

amarianaQuando finalmente si arriva ad immettersi sul sentiero CAI 443 che sale da Illegio si capisce che si è quasi a destinazione. . . ancora qualche centinaio di metri. . . dopo 3h e mezza di salita continua siamo in cima, stavolta la madonna non c’è ad attenderci (la riporteranno su il 16 giugno dicono), al suo posto ci sono due giovani signore che consumano il meritato rancio.

. . va bene uguale. Piccola pausa, ci godiamo un panorama incantevole, il meteo è perfetto. . . adesso comincia il rientro, scendiamo dal sentiero CAI 414, per la normale che sale dalla Forca del Cristo. Primo tratto attrezzato lungo il canale sud, poi comodo sentiero fino alla Forca del Cristo (lungo la discesa incontriamo tantissima gente che sta salendo).

Arrivati sulla strada prendiamo a destra (siamo ancora sul CAI 414 quasi fino a Stavoli Lisagno di sopra), scendiamo alcuni km su strada asfaltata che poi diventa forestale fino ad una bellissima casa isolata da tutto e da tutti. . . quindi sentiero ben pulito (e in piena battuta di sole) che scende nella zona del terribile incendio di alcuni anni fa, vedere la natura che riprende vita con tronchi ancora neri e carbonizzati con rami che sprigionano il verde delle foglie, un effetto che fa molto strano.

. . nuova vita dopo la quasi morte. Dopo 6 orette e una quindicina di km siamo alla macchina pronti per il meritatissimo terzo tempo. Oggi è stata duretta, le gambe hanno sofferto ma la soddisfazione alla fine è stata grande.

SENTIERO PER ESCURSIONISTI ESPERTI E PARECCHIO ALLENATI PRIVI DI VERTIGINI.

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Fotografie e Itinerario di Michele Puntel

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